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Loundtape, ep3 - Forestis Silva

Se partire è un po' morire, tornare che cos'è? Pensiamoci.

A prescindere da chi si chieda cosa, siamo giunti al terzo episodio del nostro vagar per immagini e suoni. Il meccanismo è quello che abbiamo già visto nel secondo episodio: una sequenza di fotografie animate dall’affascinante click-clock di un proiettore Rotomatic e ambientate attraverso l’uso di registrazioni raccolte durante il viaggio. Questa terza cassetta racconta una minuscola porzione del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a cavallo dell’appennino tosco-romagnolo. Le immagini parlano da sé, non voglio spendere troppe parole e francamente vi risparmierei anche le poche che mi vengono in mente. Però siamo in un blog e dalla regìa mi dicono che qualche cosa dovrò pur raccontarvi. Non è la prima volta che visito il Parco e certamente non sarà l’ultima. Ne esco sempre rinfrescato, riposato, meravigliato, sollevato, incoraggiato. Stiamo parlando, letteralmente, di una fetta di paradiso in un paese eroso dal consumo di suolo, macchiato dalle città sdraiate per chilometri e punteggiato dal proliferare di brutture spuntate un po’ ovunque come velenose muffe grigie. Per chi ama la foresta, le cattedrali alberate, la profumata umidità sprigionata dal terreno, l’alternarsi di luce soffusa e tagliente imposta dalle grandi chiome e il silenzio avvolgente plasmato dal susseguirsi di tronchi e rilievi del terreno, l’esperienza risulta sempre, senza dubbio o incertezza, indimenticabile. Perché? Perché in fin dei conti è come trovarsi in casa d’altri, dove gli “altri” non parlano la nostra lingua ma tentano in tutti i modi di dialogare con noi, per raccontarci storie e vicende della loro vita nel bosco. La forestis silva, il "bosco forestiero", situato al di fuori del villaggio e per questo non addomesticato, ci parla a modo suo, chiedendoci di rallentare, di osservare, di prenderci del tempo. Un tempo giusto, miraccomando, che sia proporzionato alle dimensioni e alla scala di chi ci sta ospitando. Solo a quel punto inizieremo a scorgere la profondità del racconto, la vastità delle sue ramificazioni, la bellezza delle sue illustrazioni. Buona visione!










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